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I DOCENTI CHE INSEGNANO LA VITA. RIFLESSIONI DI CARMELO COLELLI

Scritto da   /   maggio 16, 2015 9:17 pm  /   Commenti disabilitati su I DOCENTI CHE INSEGNANO LA VITA. RIFLESSIONI DI CARMELO COLELLI

I ragazzi della classe 3^ Afm dell’Istituto “Galileo – Costa” di Lecce ideatori del MasterProf, insieme ai curatori di Your edu  action , sito web dedicato al mondo dell’istruzione, sabato 9 Maggio, nella trasmissione.  Uno Mattina, condotta da Franco Di Mare, hanno lanciato la “Settimana Italiana dell’Insegnante” e la campagna #RingraziaUnDocente.

In molte altre nazioni esiste già la settimana dedicata alla valorizzazione della professione del docente  (Teachers Day,Teacher Appreciation Week, …), Stati Uniti, Olanda, Germania, Spagna, Marocco, Panama, Regno Unito, in Italia non c’è.

L’Italia, culla della cultura, non aveva questa ricorrenza, ci hanno pensato i ragazzi di Lecce, una città del nostro Sud ad introdurre anche in Italia la possibilità di celebrare una professione tanto importante e tanto bella: quella dell’insegnante.

Nella settimana dal 11 Maggio ad oggi è stato possibile dire grazie a quell’insegnante che ognuno di noi ha incontrato, quello che con le sue parole ed il suo modo di insegnare ci ha permesso di amare la cultura e lo studio ed ha segnato il prosieguo del nostro cammino.

Anch’io voglio ringraziare i miei insegnanti e tutti quelli che con tanto amore ogni giorno, tra mille sacrifici e tante cose che non vanno, trovano la forza di trasferire il loro sapere e la loro cultura e aiutano i ragazzi a diventare uomini colti e liberi.

Lo faccio con questa piccola nota di cronaca della mia vita scolastica dal titolo:

Il tuppo e la matita

Sono passati oramai quasi cinquant’anni dal giorno che la incontrai per la prima volta. Ha turbato per due anni interi le mie notti, nei miei sogni c’era lei, sempre lei, nei miei risvegli ancora lei. Non riuscivo a togliermela dalla testa, tanto è vero, che la ricordo ancora.

Era la mia professoressa di Storia e Geografia, della seconda media, l’anno scolastico lo ometto per dovere di privacy.

Ho ancora nei miei occhi il suo sguardo penetrante, risento ancora oggi la sua voce, mi sento ancora chiamare: “Colelli!”

Ricordo il suo volto incorniciato da un paio di occhiali neri, il “tuppo” dei capelli neri corvini brillantinati, (oleati), alto sulla testa, il grembiule nero, lei, l’unica col grembiule nero. Ricordo il suo passo militare, lo si udiva dall’inizio del corridoio, la sua voce acuta e stridula, penetrava nelle mie orecchie e rimaneva lì per molto tempo.

Il suo “amore”, nei miei confronti, mi stava inducendo ad odiare la scuola.

Grazie alla bocciatura in II^ media, cambiai scuola e anche vita, da quel momento inizia ad amare la scuola e lo studio, grazie ad altri insegnanti che mi porto nel cuore.

Tanti sono stati i professori dalla scuola media all’università: li ricordo uno per uno, ognuno di loro mi ha dato tanto, in questo momento li rivedo e mi sembra di risentire la loro voce, i loro consigli.

Di uno ho un ricordo molto particolare, era il professore di disegno del secondo anno del corso per geometri, dopo che ci eravamo presentati, esordì con questa frase:

“La matita è come la fidanzata! Dovete portarla sempre con voi!”

Era l’Ottobre del lontano 1969.

Quella frase scatenò in me interesse per il disegno, per la rappresentazione, per l’osservazione, per la ricerca, tanta curiosità.

Dopo tanti anni, la matita la porto ancora con me, negli anni è diventata moglie, amante, compagna, amica, non mi ha mai tradito, a volte sembra che mi dica: ”Ti ricordi del professore?”, ed io sorrido guardandola.

di Carmelo Colelli

Giornale Armonia Registrato al Tribunale di Taranto numero 638 del 23/11/2004

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