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L.Einaudi ed i moralmente disoccupati

Scritto da   /   agosto 23, 2012 10:12 pm  /   Commenti disabilitati su L.Einaudi ed i moralmente disoccupati

Di Ester Lucchese

Luigi Einaudi nelle sue “ Prediche inutili” negli ultimi anni del 1950, già allora scriveva a proposito della disoccupazione che il “disoccupato intellettuale” è il giovane al quale, bolli e firme di personaggi autorevoli e forniti d’autorità legale, hanno fatto sperare di poter esercitare professioni o coprire pubblici impieghi. Questo giovane diventa “moralmente disoccupato “se non consegue quel successo professionale o non riesce ad entrare in quell’ufficio che dal possesso del diploma si riprometteva di conseguire. Una dotta dissertazione è tracciata nel capitolo dedicato alla “ Scuola e alla libertà” che tende ad indagare sull’ordinamento che meglio risponde a tale principio. L’economista, nonché giornalista, sosteneva che le libertà civili e politiche liberali sono legate alla libertà economica. La libertà inoltre, a detta di L. Einaudi , vive perché vuole la discussione fra essa e l’errore. Solo attraverso l’errore si giunge per tentativi sempre ripresi e mai conchiusi, alla verità. Ritorniamo al problema della disoccupazione che ha un’ incidenza superiore nelle nostre terre! È vero che nel corso degli anni la formazione, l’istruzione, l’educazione, la discussione sono riuscite a ridurre al minimo il rischio che i “ non pensanti” prevalessero sui “pensanti”. Ma è pur vero che i diplomi e carte, come mette in evidenza l’economista, non sono nulla di più e forse parecchio di meno dei decreti di riconoscimento di corpi morali, di associazioni filantropiche, etc. Quanti giovani meridionali con quegli stessi pezzi di carta, conseguiti grazie all’impegno e allo studio di se medesimi e agli sforzi economici delle loro famiglie, sono emigrati al Nord o all’estero ed hanno trovato fortuna, depauperando però “ il tessuto sociale regionale”? La determinazione politica dei nostri governanti, pertanto deve volgere a rinvigorire il “ lavoro di qualità” e deve riflettere sul problema del lavoro che cambia e sulle difficoltà nel far intraprendere un “ rapporto di lavoro gratificante, specialmente a chi decide di puntare sulla professionalità e a chi decide di non andare via dal Sud d’Italia per scelta convinta”. Ed ecco che si acuisce in tanti giovani meridionali, a cui è sbarrato l’accesso nel mondo del lavoro, la necessità di proporsi in un consono contesto lavorativo, in cui molto spesso si è sottopagati o addirittura non retribuiti, per esperire al meglio tempi e ritmi di lavoro indispensabili per sentire meno opprimente il fatto di essere “ moralmente disoccupati”.

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L' 1 Dicembre 2004, pubblica il primo numero in formato cartaceo di "Giornale Armonia", mensile d’informazione locale in distribuzione gratuita per tutto il territorio tarantino, trasformandosi successivamente in edizione on line attualmente in rete. www.giornalearmonia.it