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La molteplicità unitaria nella scrittura di Lorenzo Lasagna

Scritto da   /   agosto 17, 2012 8:30 am  /   Commenti disabilitati su La molteplicità unitaria nella scrittura di Lorenzo Lasagna

Di Ester Lucchese

La narrazione di viaggio di L.Lasagna, Philly, la città dell’amore fraterno, pone l’accento sull’esperienza dell’autore il quale si trova nella  città  nordamericana grazie all’ospitalità di alcuni amici di origine albanese,la famiglia Alimadhi. Il viaggio in Pannsylvania incalza attraverso le descrizioni dei luoghi visitati e numerose appaiono le digressioni sulle tradizioni di famiglia e le consuetudini locali. Si confrontano in questo modo le culture: europea,balcanica e nordamericana in riferimento al fatto che quest’ultima”ha una straordinaria capacità di intessere e di creare mitologia”. L’opera appare caratterizzata da un perfetto “ parallelismo dei livelli” rappresentati, senza sfociare in “inutili e pesanti interferenze”. La leggenda dell’USS Eldridge, l’unità navale impiegata per compiere l’esperimento del ’43,  fa riferimento ad una teoria secondo la quale nell’utilizzare un campo magnetico era possibile rendere invisibili oggetti di grandi dimensioni e farli viaggiare nel tempo. L’autore cerca di dimostrare le ragioni che rendono inverosimile quell’esperimento. Ma Philly è anche la città in cui il regista indo-americano aveva ambientato la storia del film Sesto senso che parla di un bambino che possedeva la capacità di mettersi in contatto con le persone defunte. Percorrendo le vie della città dell’amore fraterno, dall’etimologia del nome Philadelphia, si ha la percezione di stare con una folla di persone “morte che si accalca senza pace’’. In anni più recenti Mr. Holladay,il lanciatore di baseball, aveva ‘’ per inezie, piccolezze trascurabili,frazioni di secondo e centimetri, errori che decidono il destino della gara’’disputato il gioco perfetto numero  20. “ Il fascino della perfezione prescinde da valutazioni e circostanze. È immediato. Assoluto. Completo”. Sostiene con disarmante semplicità l’autore. La visita al Museum of art  conclude il flusso del racconto. Al primo piano dell’edificio il protagonista è affascinato da un’opera, mai citata, di Millet, la Solitudine. Nel quadro non è definito lo spazio geografico e solo alcuni segni lasciano pensare alla presenza dell’uomo. La “prevalenza delle linee orizzontali accentuano un senso di generale piattezza”.
Lasagna presenta un discreto spessore artistico dal punto di vista narrativo per la capacità di descrivere e di riportare notizie sugli aspetti storico-culturali dei luoghi visitati e far luce sugli aspetti sociali delle genti incontrate con considerazioni personali. L’autore mette in risalto, inoltre, le modalità tipiche della provenienza geografica della famiglia ospitante.
La scrittura viene dunque a costituire un ponte  con gli affetti e la cultura europea e diviene una testimonianza tangibile di un’esperienza produttiva dal punto di vista umano.

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