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GRANDE POESIA A L’ECCEZIONE. IL MISTICISMO POETICO DI RAINER MARIA RILKE CON LINO DE VENUTO.

Scritto da   /   marzo 11, 2015 12:03 pm  /   Commenti disabilitati su GRANDE POESIA A L’ECCEZIONE. IL MISTICISMO POETICO DI RAINER MARIA RILKE CON LINO DE VENUTO.

 a cura di Rino Bizzarro*

Sabato 14 Marzo, alle ore 18,30, presso L’ECCEZIONE – Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, a Bari, in Via Indipendenza 75, per la 40^ stagione artistica di Puglia Teatro, patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Puglia, dall’Università e dal Comune di Bari, dalla SIAD – Società Italiana Autori Drammatici di Roma, per il nuovo ed interessante ciclo di appuntamenti-spettacolo, “Speciali visioni – L’altro punto di vista”, a cura di Lino De Venuto, terzo ed ultimo incontro che questa volta avrà per tema “Rainer Maria Rilke – La delicatezza del Poeta”.
Rainer Maria Rilke (Praga 1875 – Montreux 1926) è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX Secolo. Spirito irrequieto, abbandonò presto la sua terra d’origine compiendo viaggi e soggiorni in Russia, Francia, Italia, Svizzera. “Canzoniere d’amore e di morte dell’alfiere Cristoforo” (1899), “Il libro d’ore” (1899-1903), “Il libro delle immagini” (1902), rivelano una soggettività dolente, attenta ai valori musicali della lingua. Nel 1907-08 con le “Nuove poesie”, nasce il Ding-Gedicht, la “poesia-cosa”: l’equivalente verbale, ottenuto con una strenua attenzione ai valori semantici, dell’oggetto. Nelle prose dei “Quaderni di Malte Laurids Brigge” (1910), vi è un’angosciata analisi del problema esistenziale dell’uomo moderno. La Guerra mondiale acuì la forza introspettiva di Rilke: in “Cinque canti” (1914), nelle “Elegie duinesi” (1923), nei “Sonetti a Orfeo” (1923) la parola si fa interprete del mistero della vita e della morte; le “Elegie” e i “Sonetti” continuano la tradizione di poesia-conoscenza rinnovata da Holderlin ai primi dell’800.
Attraversare la tormentata ed estenuante ricerca poetica di Rilke significa entrare non solo nella filosofia di Nietzsche, nella poetica di Baudelaire e nella psicanalisi di Freud ma anche nelle dinamiche di altre espressioni artistiche: la scultura (Rodin), la pittura (Cezanne, Van Gogh). Il Poeta tedesco, in un cammino di continuo rinnovamento e approfondimento, elabora lentamente una “dottrina della salvezza”. Compito supremo del poeta-viandante per l’approdo alla sua creazione artistica è custodire e dilatare il suo spazio interiore, spingersi al limite estremo, all’ultimo confine, tendere a conquistare l’ultimo territorio della parola attraverso l’esaltazione-celebrazione della vita-natura, attraverso il canto orfico del mondo.

Attore,  Regista e Direttore artistico di Puglia Teatro

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