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La Puglia che riscopre le proprie radici per farne volano di cultura e sviluppo. Il Festival Eco Museale delle Arti

Scritto da   /   agosto 4, 2014 3:35 pm  /   Commenti disabilitati su La Puglia che riscopre le proprie radici per farne volano di cultura e sviluppo. Il Festival Eco Museale delle Arti

di Enzo Carrozzini

C’è una Puglia che cerca faticosamente di affrancarsi da condizioni ataviche imposte dall’ineluttabilità delle vicende storiche, c’è una Puglia che cerca faticosamente di amplificare la sua visibilità nazionale ed internazionale per la bellezza e la diversità del suo territorio naturalistico e artistico, c’e una Puglia che assume consapevolezza delle sue potenzialità, un cambio di passo culturale il cui merito va dato anche alle politiche di marketing territoriale messe in campo nell’ultimo decennio dalle Istituzioni locali, c’è una Puglia che faticosamente e miracolosamente, grazie alla generosità di operatori culturali illuminati non dediti alla speculazione ma mossi soltanto da passione per le arti, amore per “il bello” , nella sua più vasta accezione Canoviana, e col concorso di altri cittadini ognuno col proprio contributo artistico e non in egual modo appassionati, è  capace di donare e condividere coi propri conterranei momenti indimenticabili di cultura, non sottovalutando che quanto svolto  per quel settore, inevitabilmente,  riverbera effetti benefici sull’economia del territorio. Il caso della seconda edizione del Festival Ecomuseale delle Arti, tenutosi dal 25 al 31 Luglio costituisce la migliore rappresentazione di questo nuovo mettere “a valore” le potenzialità a  cui prima si accennava.

Le sette serate in cui si celebravano le arti, manifestazioni sublimi dell’essere umano, quando non si dedica alla guerra, ovvero „ARCHITETTURA, MUSICA, SCULTURA, PITTURA, POESIA, DANZA,CINEMA, svoltesi in maniera itinerante tra le  architetture storiche che il territorio Nord Barese(Santo Spirito / Palese) possa vantare ovvero : Villa Stampacchia, Palazzo Capitaneo, Villa Longo de Bellis, hanno offerto un florilegio di quanto più bello e commovente la cultura locale possa offrire, nello stesso tempo sottolineando la necessità di salvaguardare e tutelare la bellezza naturale e artistica che lotta per sopravvivere in un territorio fortemente antropizzato e industrializzato quale quello barese. Non si è ancora dissolta la magia della serata finale del Festival sul grande prato di Villa Longo De Bellis, deliziata dalla presenza delle melodie dipinte dalla splendida violinista finlandese, Elisa Järvëla artista di livello internazionale, incontriamo Eugenio Lombardi, architetto prestato al bene comune, dell’associazione Ecomuseo Urbano del nord  barese, ideatore del Festival, per un intervista sull’evento.

Architetto Lombardi ci narri  come è nato il progetto Festival delle Arti.

E’ un progetto che parte da molto lontano, dall’esigenza che ho sempre sentito di ricucire il rapporto tra abitanti e luoghi, passando per le sensibilità che l’Arte, le Arti, hanno sempre esaltato. Già nel 1996 produssi con il Laboratorio Urbano una bellissima “Settimana delle Arti”, che mise insieme tante forze artistiche in una interazione fatta di riconoscimento, apprezzamento, interazione fra le diverse visioni artistiche. Ora questa visione si è ulteriormente rafforzata: la Storia degli ultimi due secoli ci dice che i Movimenti artistici hanno saputo scrivere straordinarie pagine unendo le espressioni più varie della interpretazione dei valori materiali e immateriali che un territorio riesce ad offrire, segnando, arricchendo e talvolta modificando il corso stesso della Storia. In un momento di profonda crisi sociale, economica, valoriale, tutto questo torna ad essere indispensabile. La prima edizione, quella dello scorso anno, segnò una reazione al degrado estremo di luoghi di antica e nobile storia, ora sprofondati nel degrado, nella dimenticanza, nell’abbandono. E l’utilizzo di alcune ville storiche, veri capisaldi identitari, ha voluto esprimere proprio questo.

Il  bilancio di questa seconda Edizione?

E’ un bilancio assolutamente positivo. Molte più difficoltà ed incertezze fino agli ultimi istanti prima dell’inizio; molta più lentezza nell’adesione da parte della gente, che non ha compreso il bisogno di richiedere gli inviti gratuiti per accedere a luoghi privati; ma elevatissima qualità delle proposte, tra cui spicca la presenza per tutta la settimana della violinista finlandese Elisa Järvelä, bellissima e bravissima artista di fama internazionale, tornata a Bari ben 14 anni dopo aver partecipato, giovanissima, ad un altro mio grande progetto, il “Treno europeo dell’Amicizia”. Sono stati presentati e discussi ben 10 libri, offerte 11 proposte concertistiche e musicali, 5 mostre di pittura, scultura e design, discussi grandi temi dell’Arte; presentate 4 azioni teatrali, un film restaurato, poesie, letti brani di grandi autori, discussi i valori dell’architettura e del paesaggio storici del territorio.  Il tutto davanti a circa 900 spettatori complessivamente che hanno affollato i giardini delle ville private.

Quali sono stati  i temi delle serate?

Quest’anno abbiamo pensato di marchiare ogni serata con un tema sociale: “una società multiculturale”, “la città dietro le quinte”, “serata in rosa”, “la città invisibile”, “il futuro della Storia”, “l’Arte ci salverà”, chiudendo con “Il futuro dei giovani”: è nelle loro mani che affidiamo un territorio devastato dalla nostra generazione, ma che ancora può e vuole offrire un futuro bello e possibile.

Allora il futuro parte da Sud? (parafrasando il giornalista  Lino Patruno, tra gli ospiti dell’ultima serata)

Il futuro appartiene a noi tutti, ma la sua prospettiva è stata per decenni indebolita dalla becere visioni di parte politica che, annullate le ideologie, si sono trasformate in interessi di parte privata. Il futuro è nella nostra capacità di fare sistema-nazione, riconoscendo le diversità e le ricchezze che queste portano nella loro interazione. Non c’è stata questa capacità nella politica e nella socialità e chi, come alcuni di noi me compreso, ha voluto offrire e promuovere questa azione, si è inevitabilmente trovato a scontrarsi con ben altre visioni e forze. Il futuro parte anche dal sud, che ha straordinarie potenzialità, a condizione che vengano finalmente riconosciuti i valori delle diversità e prevalgano onestà, competenza, impegno, passione, di giovani e meno giovani.

Chi desidera ringraziare pubblicamente?

Intanto, tutti coloro che hanno voluto esserci; poi, quei tanti che, dopo esserci stati ed essersi entusiasmati, da giorni hanno invaso i siti internet e i social per trasmettere ad altri la sorpresa, l’entusiasmo, la voglia di essere partecipi di un percorso che è stato pienamente compreso, sia nella sue difficoltà (totalmente volontario sia per gli organizzatori che per i protagonisti) che nella sua splendida esecuzione. Nonostante tutto e anche tanta zavorra, l’orologio ha funzionato in maniera pressoché  perfetta!

Poi, tre singoli ringraziamenti: all’ imprenditore alberghiero Vito Vasile, che ha sostenuto le spese di viaggio e di soggiorno dell’ospite finlandese; a Elisa Järvelä, che ha accettato di venire senza compenso pur essendo ormai nel firmamento internazionale; a Savino Morelli, per il service e alla cara amica attrice  Floriana Uva, splendida nella sua disponibilità a prestare la propria voce quasi ogni sera e importante per me nella costruzione del programma. Tanti altri amici, poi, li ho ringraziati serata dopo serata.

Il futuro del Festival, che cosa bolle in pentola?

Dalla prima alla seconda edizione i passi avanti sono stati enormi. Ora dovremo riflettere davvero sul futuro, sulle opzioni da valutare per una eventuale crescita sul territorio. Già quest’anno ipotizzavamo di  estendere le localizzazioni ad altri Comuni dell’area eco museale, con ovvie crescenti difficoltà logistiche ed organizzative. Dovremo valutare se e quale sostegno potrà giungere con certezza dalle Amministrazioni coinvolte, ad oggi totalmente assenti; e come gestire l’auspicabile ingresso di economie, senza che queste influenzino la spontaneità delle partecipazioni e la loro voglia di esserci, a prescindere da compensi. Nell’ immediato, c’è la scadenza del prossimo settembre, allorché vorrei celebrare con un grande momento culturale il ventennale del Laboratorio Urbano, che tanto ha inciso nella tutela e valorizzazione delle risorse storiche e paesaggistiche di Bari e della Puglia. Sto lavorando ad una grande sorpresa, spero di poterla annunciare quanto prima.

VEDI TUTTE LE FOTO, (Si ringrazia Gianni Gravina per la concessione delle Immagini)

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