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STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA. UN FILM DA OSCAR PER PERPETUARE IL RICORDO

Scritto da   /   agosto 1, 2016 11:25 pm  /   Commenti disabilitati su STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA. UN FILM DA OSCAR PER PERPETUARE IL RICORDO

di Enzo Carrozzini

Un’ordigno di circa 25/30 chilogrammi composto da una miscela di tritolo, nitroammina, e nitroglicerina, riposto in una valigia nella sala d’attesa di 2^ classe della stazione ferroviaria di Bologna, alle 10,25 del disgraziato Sabato 2 Agosto 1980, deflagra con tutta la sua potenza distruttrice, spezzando definitivamente la vita a 85 persone, mutilandone nelle membra e nella psiche oltre 200.
La strage di Bologna è ricordata come l’attentato terroristico più efferato che sia stato compiuto nell’Italia repubblicana.
In quei giorni la Bologna del Sindaco Renato Zangheri affrontò la tragedia con lo spirito di fratellanza e solidarietà che gli era riconosciuta a livello nazionale, fu l’afflato complessivo di una comunità testimoniante il sentimento più lampante della tradizione democratica dei cittadini bolognesi.
Da quel giorno le indagini subito avviate, al netto di depistaggi(i soliti elementi presenti nelle storie tragiche del Bel Paese), e con processi ricorrenti, fanno scaturire la verità definitiva nel 1995, mediante cui i principali accusati :Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, terroristi di estrema destra del Gruppo dei Nar (Nuclei armati Rivoluzionari), responsabili morali e materiali di altri omicidi, riportano la condanna all’ergastolo per la strage della stazione, insieme ad essi sono condannati per depistaggio nelle indagini i dirigenti del Sismi(Servizi segreti Militari), Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, Francesco Pazienza e Licio Gelli. Successivamente la magistratura accerterà un altro responsabile, Luigi Ciavardini, minorenne all’epoca dei fatti, comminandogli 30 anni di reclusione. Attualmente i tre dei Nar vivono in regime di semi libertà. La verità giudiziaria narra che la strage è di chiaro stampo fascista, d’altra parte la matrice stragista della “strategia della tensione” iniziata con la strage di Peteano, che prosegue per Milano(1969), Brescia (1974), Treno Italicus( 4 Agosto 1974), non lascia adito ad altre interpretazioni, sebbene nell’arco di di 36 anni tante ricostruzioni abbiano tentato di distogliere l’attenzione da quella che risulta essere la realtà processuale, purtroppo, e come avviene per i tanti misteri d’Italia anche questa strage non conosce le identità dei mandanti. Anzi come avviene nei tanti misteri d’Italia si è cercato di accreditare altre piste, come quella del carattere internazionale del delitto riconducibile all’estremismo palestinese, ma come accertato dagli stessi magistrati, non esistono elementi che possano ricondurre la strage della stazione a quella pista. Anche stamani allo scoccare delle 10,25 dopo il fischio del treno che ricorda il martirio di persone inermi, uomini delle autorità , ripeteranno la solita frase di rito, fatta con lo stampino, “nulla resterà di intentato per dare un volto ai mandanti,,”, col risultato che cassetti chiusi e omissis restano tali. Oggi entra in vigore una Legge seria contro i depistaggi, (come chiesto a gran voce dall’Associazione vittime della strage di Bologna, per tramite del suo presidente Paolo Bolognesi), al pari di quella su risarcimenti e indennizzi, ma è presto per vederne i frutti, è indubitabile che potrebbe fornire un grande aiuti per scoprire chi volesse quell’epilogo. In tale attesa che cosa resta ai parenti delle vittime che hanno misurato e fermato il tempo alle 10,25 di quel tragico giorno? La memoria che segna le rughe del tempo, che si misura quotidianamente con una realtà che va troppo di fretta, che ignora tragedie della nostra storia recente, e si trova stretta in quel pericoloso sentiero in cui una tragedia personale e collettiva, (perché anche di questo si tratta, è bene specificarlo per chi ha a cuore la vita di una società fondata sui valori di libertà e democrazia), rischia di essere sommersa dalla polvere dell’oblio sebbene edulcorata da tonnellate di retorica? Continuare a lottare perché verità e giustizia prevalgano, tramandare memoria perché diventi patrimonio di storia collettiva, perché fino a quando ci saranno persone che chiederanno verità sui tanti misteri italiani e sulle stragi, di Stato e non, il Paese potrà continuare a considerarsi democratico.

Ci si è spesso soffermati sull’importanza di tramandare memoria e quali strumenti
Possano essere adoperati per diffondere conoscenza sopratutto a chi non ha vissuto quei periodi per ovvi motivi anagrafici, a tal uopo reportage dell’epoca possono servire al pari di opere cinematografiche o teatrali come è avvenuto per altri momenti bui della vita del nostro paese. In questo senso di grande valore emotivo e morale è il film
dal titolo “La linea gialla. Bologna 2 Agosto“. Prodotto in occasione del 35° anniversario della strage dal gruppo editoriale L’Espresso, che purtroppo l’anno scorso non ha avuto un grande riscontro di pubblico, quando andrebbe ripreso e rivalutato, per l’alto messaggio di impegno civile di cui è portatore.
Gli autori hanno usato una commovente intuizione che per raccontare la storia stravolge tutto quanto fatto in precedenza da libri, documentari e reportage giornalistici.
Infatti, la storia è basata sull’esistenza immaginaria che avrebbe potuto vivere Angela Fresu, la vittima più giovane della stazione (3 anni) , quella di una giovane donna del mondo odierno, che ama danzare, che usa il Wifi, alle prese con un amore precario quanto il lavoro, costretta a restare a Bologna alla vigilia delle commemorazioni del 2 Agosto a seguito della perdita di una coincidenza del treno (il motivo per cui Angela e Maria, la sua mamma, restarono vittime del l’esplosione), che dovrebbe portarla sul Lago di Garda per trascorrere qualche giorno di vacanza È così che Angela del 2015(il cui volto è prestato dalla brava e bella Valentina Lodovini), scende dal treno, incomincia a camminare quasi danzando lungo la Linea Gialla che delimita lo spazio oltre il quale è pericoloso avvicinarsi alle rotaie, prendendo conoscenza attraverso le persone che incontra nel corso del soggiorno bolognese, del perché le parlino di quella giornata e perché resti impressa nella loro memoria. Il sapiente montaggio tra immagini della Bologna attuale e quelle di repertorio, fatta in misura delicata e senza la concessione di un oncia di retrogusto retorico, supportate da una straordinaria colonna sonora (Paolo Fresu e Stato Sociale),rafforzano la struttura di questo racconto onirico, laddove sembra che Angela/Valentina si sia voluta concedere l’illusione di vivere quella vita che, purtroppo, non ha vissuto. La linea gialla, in definitiva, segna il confine tra vita reale e vita immaginaria, tra la vita e la morte. Chissà se Angela, ora in un’altra dimensione, magari ha proseguito la sua vita ha avuto bimbi ed è felice. Ma, al contemp,o non può non commuoversi quando rivive le immagini dei funerali nella Basilica di San Petronio, e vede il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, avvicinarsi commosso e sconsolato al piccolo feretro bianco che raccoglie le sue spoglie. L’opera è un grandissimo omaggio alla città di Bologna, buona parte degli attori hanno la straordinaria e dolcissima inflessione emiliana, bravissimi: Ivano Marescotti, Olga Durano, Bob Messini (già mitico inviato della Trasmissione Radiofonica Caterpillar di Rai radio2), Tommaso Ramenghi, Rolando Ravello, anche un cameo di Francesco Guccini nelle vesti di un salumaio a dire :”io domani resto qui , è il due agosto, Boulagna non può restare sola in quel giorno lì…”. L’irriducibile tenuta antifascista di Bologna è condensata nel dialogo tra due amici sul fatto che nonostante i colpevoli abbiano scontato la pena si siano sempre dichiarati innocenti: “Non esiste una pena scontabile per una cosa così….è infinita (Ammazzare bambini, giovani,anziani ndr).. Quello lì è un delitto che non ti confessi neanche davanti a uno specchio..” . Il film si chiude al suono del magnifico brano “Tango” di Lucio Dalla, composto nel 1979 che , alla luce dei fatti, assume una straordinaria potenza premonitrice, con la dedica:
Ad Angela Fresu che forse avrebbe amato danzare..
un opera che andrebbe e proiettata nelle scuole per continuare ad accrescere consapevolezza e memoria.
Bologna, 2 Agosto 1980. le vittime:
1. Antonella CECI , anni 19
2. Angela MARINO, anni 23
3. Leo Luca MARINO, anni 24
4. Domenica MARINO, anni 26
5. Errica FRIGERIO in DIOMEDE FRESA, anni 57
6. Vito DIOMEDE FRESA anni 62
7. Cesare Francesco DIOMEDE FRESA, anni 14
8. Anna Maria BOSIO in MAURI, anni 28
9. Carlo MAURI, anni 32
10. Luca MAURI, anni 6
11. Eckhardt MADER, anni 14
12. Margret ROHRS in MADER, anni 39
13. Kai MADER, anni 8
14. Sonia BURRI, anni 7
15. Patrizia MESSINEO, anni 18
16. Silvana SERRAVALLI in BARBERA, anni 34
17. Manuela GALLON, anni 11
18. Natalia AGOSTINI in GALLON, anni 40
19. Maria Antonella TROLESE, anni 16
20. Anna Maria SALVAGNINI in TROLESE, anni 51
21. Roberto DE MARCHI, anni 21
22. Elisabetta MANEA ved. DE MARCHI, anni 60
23. Eleonora GERACI IN VACCARO, anni 46
24. Vittorio VACCARO, anni 24
25. Velia CARLI IN LAURO, anni 50
26. Salvatore LAURO, anni 57
27. Paolo ZECCHI, anni 23
28. Viviana BUGAMELLI in ZECCHI, anni 23
29. Catherine HELEN MITCHELL, anni 22
30. John ANDREI KOLPINSKI, anni 22
31. Angela FRESU, anni 3
32. Maria FRESU, anni 24
33. loredana MOLINA in SACRATI, anni 44
34. Angelica TARSI, anni 72
35. Katia BERTASI, anni 34
36. Mirella FORNASARI, anni 36
37. Euridia BERGIANTI, anni 49
38. Nilla NATALI, anni 25
39. Franca DALL’OLIO, anni 20
40. Rita VERDE, anni 23
41. Flavia CASADEI, anni 18
42. Giuseppe PATRUNO, anni 18
43. Rossella MARCEDDU, anni 19
44. Davide CAPRIOLI, anni 20
45. Vito ALES, anni 20
46. Iwao SEKIGUCHI, anni 20
47. Brigitte DROUHARD, anni 21
48. Roberto PROCELLI, anni 21
49. Mauro ALGANON, anni 22
50. Maria Angela MARANGON, anni 22
51. Verdiana BIVONA, anni 22
52. Francesco GOMEZ MARTINEZ, anni 23
53. Mauro DI VITTORIO, anni 24
54. Sergio SECCI, anni 24
55. Roberto GAIOLA, anni 25
56. Angelo PRIORE, anni 26
57. Onofrio ZAPPALÀ, anni 27
58. Pio Carmine REMOLLINO, anni 31
59. Gaetano RODA, anni 31
60. Antonio DI PAOLA, anni 32
61. Mirco CASTELLARO, anni 33
62. Nazzareno BASSO, anni 33
63. Vincenzo PETTENI, anni 34
64. Salvatore SEMINARA, anni 34
65. Carla GOZZI, anni 36
66. Umberto LUGLI, anni 38
67. Fausto VENTURI, anni 38
68. Argeo BONORA, anni 42
69. Francesco BETTI, anni 44
70. Mario SICA, anni 44
71. Pier Francesco LAURENTI, anni 44
72. Paolino BIANCHI, anni 50
73. Vincenzina SALA in ZANETTI, anni 50
74. Berta EBNER, anni 50
75. Vincenzo LANCONELLI, anni 51
76. Lina FERRETTI in MANNOCCI, anni 53
77. Romeo RUOZI, anni 54
78. Amorveno MARZAGALLI, anni 54
79. Antonio Francesco LASCALA, anni 56
80. Rosina BARBARO in MONTANI, anni 58
81. Irene BRETON in BOUDOUBAN, anni 61
82. Pietro GALASSI, anni 66
83. Lidia OLLA in CARDILLO, anni 67
84. Maria IDRIA AVATI, anni 80
85. Antonio MONTANARI, anni 86

angela

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  • Publicato: 3 anni fa il agosto 1, 2016 11:25 pm
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  • Ultima modifica: agosto 2, 2016 @ 10:35 am
  • Categoria: Storia