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TARANTO. Rinvio giudizio dei vertici Ilva per disastro colposo e omissione di cautele sul luogo di lavoro.

Scritto da   /   giugno 16, 2012 4:17 pm  /   Commenti disabilitati su TARANTO. Rinvio giudizio dei vertici Ilva per disastro colposo e omissione di cautele sul luogo di lavoro.

Di Enzo Carrozzini

Disposizione di rinvio a giudizio per Emilio Riva, (già presidente dell’Ilva), suo figlio Fabio e altri 27 altri dirigenti succedutisi negli anni alla guida del complesso siderurgico ionico, (nel corso del passaggio dalla mano pubblica -Italsider- a quella privata), tutti accusati di omicidio colposo per la morte di 15 operai, deceduti nel periodo compreso tra gli anni 2004 e 2010 a seguito di malattie da esposizione all’amianto, come il famigerato mesotelioma pleurico. Il Giudice per le indagini preliminari Dottor Giuseppe Tommasino, ha accolto le richieste formulate lo scorso 9 Giugno dalla Procura,in occasione dell’inizio della discussione in sede di composizione delle parti, nelle persone dei sostituti Raffaele Graziano, Pietro Argentino, e dal Procuratore Franco Sebastio. I massimi responsabili dell’Ilva, tra i quali, oltre ai Riva, spiccano i nomi dell’attuale dirigente dello stabilimento, Luigi Caporosso e Giorgio Zappa (già direttore generale di Finmeccanica), Giorgio Benvenuto, Giambattista Spallanzani, Giovanni Gambardella, Sergio Noce e Mario Lupo, sono ritenuti responsabili, secondo le motivazioni del Gup, perché,: “omettevano nell’esercizio ovvero nella direzione dell’impresa, nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, di adottare cautele che secondo l’esperienza e la tecnica sarebbero state necessarie a tutelare l’integrita’ fisica dei prestatori di lavoro, in particolare impianti di aspirazione nonche’ sistemi di abbattimenti delle polveri-fibre contenenti amianto idonei a salvaguardare l’ambiente di lavoro dall’aggressione del suddetto materiale cancerogeno, nonche’ omettevano di far eseguire in luoghi separati le lavorazioni afferenti al rischio di inalazione delle polveri-fibre di amianto, unitamente ad altre adeguate misure di prevenzione ambientali e personali atte a ridurre la concentrazione e la diffusione delle polveri-fibre di amianto generatesi durante le lavorazioni a tutela dei lavoratori dipendenti dello stabilimento Ilva ripetutamente esposti ad amianto durante lo svolgimento di attivita’ lavorative”.
Accuse gravissime , come si evince, che gettano oggi una sinistra luce sulle condizioni degli ambienti in cui i lavoratori sono costretti ad operare, ed invitano a serie riflessioni sul momento storico che stiamo vivendo, laddove all’abbassamento della soglia dei diritti dei lavoratori, si aggiunge la loro scarsa, se non inesistente, prevenzione dagli infortuni e dalle malattie professionali, all’insegna del famoso tragico assunto “bisogna tagliare”, (come le esperienze della Thissen krupp di Torino, e gli stessi casi Eternit da Casale Monferrato a Bari stanno a dimostrare). E peggio è che chi è stato vittima di questi crimini, il più delle volte, non possa raccontarlo….

 

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L' 1 Dicembre 2004, pubblica il primo numero in formato cartaceo di "Giornale Armonia", mensile d’informazione locale in distribuzione gratuita per tutto il territorio tarantino, trasformandosi successivamente in edizione on line attualmente in rete. www.giornalearmonia.it