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TOURNE’E SVIZZERA DI GRANDE SUCCESSO PER IL GRUPPO DEI TEATRALMUSICANTI. CE NE HA PARLATO FLORIANA UVA REGISTA E VOCE NARRANTE DELLO SPETTACOLO

Scritto da   /   dicembre 16, 2016 5:03 pm  /   Commenti disabilitati su TOURNE’E SVIZZERA DI GRANDE SUCCESSO PER IL GRUPPO DEI TEATRALMUSICANTI. CE NE HA PARLATO FLORIANA UVA REGISTA E VOCE NARRANTE DELLO SPETTACOLO

Di Redazione
“Napule è tutta nu suonno e a sape tutto o munno”,(Napoli è tutta un sogno ,e e tutto il mondo lo sa…) , è una della definizioni con cui l’indimenticabile Pino Daniele celebra la sua città nella splendida “Napule é”. E’ così per ogni cittadino del mondo che abbia a che fare con la città più importante del Mezzogiorno, è un amore che si perpetua da tempi remoti, allorquando per grandi intellettuali del Nord Europa, (J.Wolfgang Goethe , giusto per citarne uno), Napoli costituiva tappa fondamentale per arricchire il proprio bagaglio culturale ed emotivo, non soltanto per il fermento di cui era protagonista ma anche per la sua messe di bellezze architettoniche e paesaggistiche. Napoli è terra di grandi letterati e artisti, una città che deve questa sua ancestrale attitudine a Partenope, la mitica serena adagiatasi in quel tratto di costa campana, che ha arricchito l’humus di cui è forgiato il suo popolo, costituito in maggioranza da artisti inconsapevoli, come di poeti, scrittori e musicisti sublimi che hanno trovato nella loro città principale fonte di ispirazione, ma è anche un virus che attinge tutti coloro i quali hanno a che fare con essa. Così è nata la storia dei Teatralmusicanti, il quartetto costituito da Ciro Greco(baritono), Leonardo Lospalluti(Mandolino) Donato Schena(chitarra), Floriana Uva (attrice voce narrante), pugliesi per tre quarti del gruppo, escludendo Ciro Greco (le cui insegne rivelano l’ascendenza partenopea), legati da una profonda passione per la napoletanità. L’ensemble ha dato vita ad uno straordinario percorso d’amore dal titolo “Napoli: Anema e Core”, il cui Tour Pugliese d’esordio nel 2015 aveva registrato un ottimo gradimento, offrendo al pubblico un florilegio dei più bei brani della tradizione musicale partenopea di autori quali : De Curtis, Di Capua, Donizetti, Falvo, Tosti Modugno, alternandoli a poesie e aneddoti, di Bovio, Capurro, Di Giacomo, Fusco, Gigli, Russo, Sacco, come dei De Filippo, Tolino e Totò. Novanta minuti di brani dolci, struggenti di amore e passione, eseguiti con la maestria dei grandi da parte dell’affiatato trio vocal musicale di Ciro Greco,Donato Schena e Leonardo Lospalluti, intervallati da “fattarielli”, aneddoti, informazioni sulla genesi dei brani, per la voce narrante di una straordinaria attrice Floriana Uva, nelle sua consolidata veste di attrice, e , al tempo stesso conduttrice e regista dello spettacolo in perfetta sintonia coi fonemi particolari della “Lengua napulitana”. L’ensemble è reduce da una tournée di grande successo in terra Elvetica. Abbiamo incontrato Floriana Uva per farci raccontare i momenti più intensi del tour estero, questo il resoconto.

Allora signora Uva, i Teatralmusicanti si avviano a diventare una bella realtà anche nel Nord Europa, come è nata l’idea di questo Ensemble?
La comune passione nutrita per ogni manifestazione che riguardi la cultura partenopea, indubbiamente, è stato il collante che ci ha indotto, assieme a Ciro, Donato e Leonardo, ottimi professionisti splendidi amici e compagni di viaggio, a pensare ad una perfomance che creasse un magico connubio tra musiche,( in particolare fondamentale è stata la scelta della canzone napoletana come culla della canzone moderna, che nacque a Napoli nel 1730 con l’ Opera Buffa) , canto poesie e teatro di quella immensa fucina di talenti culturali che è stata e resta a ancora Napoli.

Ci parli della Tournée, aneddoti, emozioni vissute, reazioni del pubblico.
Guardi le confesso che ancora oggi non riesco a placare le emozioni vissute nel corso di questa prima uscita europea dei Teatralmusicanti- Il nostro tour elvetico constava di tre eventi, Aarau, Thun, Biel/Bienne. Siamo stati favorevolmente accolti e le nostre performance, sono state salutate con grande gradimento del pubblico. Il luogo comune che dipinge gli svizzeri come persone molto parche nel far trasparire o manifestare le proprie emozioni, è stato clamorosamente smentito, allorquando Ciro ha invitato il pubblico ad accompagnarlo col canto e a battere le mani ogni qualvolta si eseguisse “Funiculì Funiculà”, generando richieste di bis, abbandonarsi all’allegria a sorriso aperto. Questo allora vuol dire che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Le cronache locali ci hanno definiti “super”, ripeto, non è semplice riuscire ad ottenere dei commenti così lusinghieri, cosa che ha lasciato esterrefatti anche gli stessi organizzatori. Alle serate hanno presenziato anche tanti italiani residenti in Svizzera per lavoro facenti parte di associazioni italiane, che ci hanno accompagnato col calore mai dimenticato del nostro Paese, ancorché rinvigorito per quella sorta di ritorno alle origini che le nostre performance hanno generato in loro. Pensi che hanno allietato i fine concerto con dei buffet costituiti da prodotti nostrani di prima qualità! Tra i momenti più emozionanti ricordo l’incontro con alcune persone di origine italiana di lingua tedesca che alternavano ad un italiano largamente infarcito da inflessioni dialettali dei luoghi di provenienza, perché è l’unica lingua usata dai genitori e che loro conservano quale orgoglioso retaggio della terra dei propri avi, il loro italiano è questo. E’ molto commovente tutto ciò. E’ la stessa commozione che ho provato e visto negli occhi di cantava insieme a noi la struggente dolcissima “Napule è” di Pino Daniele, con cui abbiamo chiuso ogni concerto, come omaggio ad uno degli artisti più completi nel campo musicale che Napoli abbia avuto.

Napoli amore passione, linguaggio interpretativo come realtà imprescindibile per un artista completo, che pensa a riguardo?
Sono d’accordo! A mio avviso Napoli e l’interpretazione di opere dei suoi splendidi autori e drammaturghi rappresenta la prova di maturità per ogni attore, e non mi riferisco soltanto alla perfomance in “lingua Madre”,perché è un impegno tecnico che sottintende una sfida molto entusiasmante, ma soprattutto perché cimentarsi con testi di grandissimi autori non può che appesantire qualitativamente la “Valigia” di ogni “attore”.

I programmi dell’Ensemble per il prossimo anno?
Per il 2017 sicuramente saremo a Bari e nel territorio metropolitano, imperversano trattative per altre città Europee… Ma non lo diciamo in giro…. (risata divertita)….

uva

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