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La mia vita all’ombra del mare di Simona Dolce, Raffaello Ragazzi, 2016, 135 p., euro 9.00

Scritto da   /   novembre 14, 2016 12:41 pm  /   Commenti disabilitati su La mia vita all’ombra del mare di Simona Dolce, Raffaello Ragazzi, 2016, 135 p., euro 9.00

Qualche studioso si è posto il dubbio se parlare molto di un problema sociale porti alla assuefazione; se così fosse, ne rimarrebbe fuori il libro di Simona Dolce, che ha il pregio di trasportarci nell’espressione magmatica della mafia, con levità e con un bel piglio narrativo.
La storia si snoda in terza persona, ma il narratore è onnisciente: Salvatore, di otto anni, vive in una famiglia di onesti lavoratori, con una mamma amorevole e con un fratello mafioso. La mamma impone al piccolo protagonista di frequentare la parrocchia di don Puglisi, dove si combatte la mafia con le armi dell’amore e della solidarietà; qui Salvatore subisce l’ostracismo dei suoi compagni, vittime a loro volta dell’omertà dei grandi. Così dopo numerose avventure, il protagonista propende spontaneamente per il bene, di cui sono esempi vivi la madre, il padre e il parroco ucciso.
La mia vita all’ombra del mare è un romanzo ispirato, in cui si avvertono le atmosfere del sud, i suoi odori, il caldo, il mare, e con la focalizzazione della figura di don Puglisi, la cui vita scorre a fianco a quella di Salvatore, si indica una possibile rinascita del Mezzogiorno attraverso la legalità, l’istruzione e il rispetto dei diritti del fanciullo.
Nel romanzo ci sono temi impegnativi, forti e carichi di violenza, ciò nonostante Simona Dolce riesce a raccontare la tragedia del prete coraggio con leggerezza, inquadrata a sua volta in un dramma più ampio che è familiare, sociale, istituzionale. Salvatore vive sulla propria pelle la violenza dei compagni, quella del fratello contro i genitori, ma anche la dolcezza del sacerdote… e da queste esperienze sboccia l’idea che la mafia è cattiva, violenta, prepotente, da cui è bene prendere le distanze. È paradigmatica la violenza contro un gattino, la cui esperienza permette a Salvatore di misurare la brutalità dei suoi amici oramai persi nel gorgo del male; sono le esperienze che gli fanno comprendere cosa sia il male e cosa il bene. Il testo verso la fine recita: «Ci sono modi e modi di diventare grandi, non tutti sono belli, pensa Salvatore. Forse avrebbe preferito non ascoltare nulla […]. Forse avrebbe preferito restare piccolo per sempre, o almeno per stasera.
È come se un velo si fosse squarciato».
Una storia dura e agghiacciante per le scene e le situazioni narrate, la cui violenza scuote le coscienze e le inchioda alla responsabilità civile: non è ammissibile la comoda indifferenza!
E dopo aver letto la storia di don Puglisi ognuno è spinto a propendere per un ideale I care. E questo vitale semino lo fertilizza già il romanzo della Dolce, scritto per preadolescenti, ai quali si dice in filigrana che il mondo esterno è costruito con i nostri gesti quotidiani; sicchè dipenderà da noi creare un mondo più vivibile e solidale.
Cosimo Rodia

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  • Publicato: 6 anni fa il novembre 14, 2016 12:41 pm
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  • Ultima modifica: novembre 14, 2016 @ 12:41 pm
  • Categoria: LIBRI

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L' 1 Dicembre 2004, pubblica il primo numero in formato cartaceo di "Giornale Armonia", mensile d’informazione locale in distribuzione gratuita per tutto il territorio tarantino, trasformandosi successivamente in edizione on line attualmente in rete. www.giornalearmonia.it

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