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L’ARTE COME MESTIERE. IN RICORDO DI LUIGI GIACOPINO

Scritto da   /   settembre 13, 2016 3:11 pm  /   Commenti disabilitati su L’ARTE COME MESTIERE. IN RICORDO DI LUIGI GIACOPINO

Ringraziamo l’amico Carmelo Colelli che con l’usuale delicatezza ci fa partecipi della scomparsa di un grande artista.

Tra le mani il bellissimo testo “Arte come mestiere – settantasette anni di vita e di lavoro nelle opere di Luigi Giacopino” edito dalla Edizioni dal Sud, nel 2013. Nel testo si racconta della vita e delle opere di quest’uomo che ci ha lasciato ieri, un uomo che ha messo, al centro dei suoi interessi grafico-pittorici, la nostra terra con i suoi bellissimi paesaggi e la gente del nostro Sud con le sue storie.
Luigi Giacopino ha saputo trasformare la sua passione nel mestiere della sua vita, è stato un artista a tutto tondo, fin da bambino possiede eccezionale talento, gli piace disegnare e ha una forte propensione per le varie forme dell’arte. Disegnava in qualunque luogo e su qualsiasi supporto: muri, carte, cartoni ed altro con pezzi di carbone e gessetti, tra i primi soggetti che propone ci sono guerrieri con elmo e spada.Una vetrina che lo affascinava ed amava tanto ammirare era quella del Cav. Pasquale Carenza, in via Piccinni a Bari, lì erano esposti colori, carte, tele, pennelli e opere di pittori baresi in auge. Don Pasquale Carenza, notata la propensione naturale di Luigi per l’arte ed il disegno, lo presenta al pittore Giulio Prayer. Nel suo studio, a soli 12 anni, inizia a traforare su carta i disegni, successivamente quelle carte sarebbero servite per trasferire sulle pareti i contorni delle immagini che il Prayer avrebbe affrescato, alcune opere si trovano ancora all’interno dell’ex cinema Kursaal Santalucia in Bari. In quegli anni, Luigi Giacopino incontra altri artisti, Gaetano Civera, scultore, Renato Scarano, uno dei primi grafici che collaborò alla comunicazione dell’Ente Fiera del Levantee che lo presento all’ing. Giuseppe Laterza, che lo volle come apprendista nella sua Casa Editrice, nel reparto litografico. Appena tredicenne cominciò a realizzare i primi lavori di ritocco e ripasso con l’inchiostro litografico dei fondi pieni, tanto da divenire allievo incisore. La sua naturale predisposizione al disegno lo agevolò e i primi risultati non si fecero attendere: nel 1935, i suoi disegni vengono pubblicati insieme a etichette, cataloghi, biglietti da visita. Luigi Giacopino era affascinato dai segni tracciati con punte di acciaio su levigatissime pietre, che venivano poi riprodotti, per mezzo di un torchio manovrato a mano.I lavori che creò negli anni che vanno dal 1934 al 1938 per le Arti Grafiche Laterza,restano veri e propri pezzi di storia dell’arte e di storia del costume e della grafica per la comunicazione. L’incontro con Luigi Capece, pittore presso i magazzini La Rinascente-Upim, g li permise di spaziare in un altro ambito della comunicazione, collaborò alla realizzazione di grandi cartelloni pubblicitari per il cinema Margherita,che realizzava di sera, fino a tardi, sul retro del palcoscenico del teatro. Per il suo naturale talento per il disegno e la comunicazione, il Capece, prima di trasferirsi a Napoli, lo propose come suo sostitutocartellonista a La Rinascente-Upim, dove fu subito assunto. Il nostro, disegna, crea, dipinge, incontra nuovi artisti e fa nuove esperienze, tra questa anche l’esperienza amara e dolorosa della guerra, è arruolato in Marina nel 1940, e resterà lontano dalle sue matite, dai suoi pennelli, dal suo lavoro per ben 5 anni. Nel 1945, con la fine della guerra, riprese il lavoro nell’industria grafica Laterza, interessandosi di pubblicità, incisione, cartellonistica, si avvicina alla scultura modellando la creta e realizzando piccole sculture. Per l’esposizione internazionale di Berlino, progetta e realizza per il padiglione “Italia” una scenografia che riproduce la bellissima Piazza di Spagna; con il collega Nicola Airoldi è chiamato per l’allestimento del famoso locale “Bandiera Gialla” di Rimini. Negli anni ’60-’70, si interessa anche alla fotografia, allestisce in casa un piccolo laboratorio fotografico, con l’ingranditore e quant’altro occorresse per svolgere un’attività in proprio. In quegli anni,si sperimentava la “solarizzazione” per utilizzarla in campo pubblicitario. Proprio in quel perido fu contattato dalla Tipografia Favia, una delle più grandi del Sud-Italia, che disponeva di attrezzature moderne, quì, da vero artista e professionista, svolge il suo lavoro in maniera autonoma, sia per la scelta dei soggetti da realizzare, sia di carattere religioso sia che puramente commerciali. Nel 1971, insieme ad altri grafici, fondò l’Art Directors Club di Bari. L’amore per la pittura gli permette di realizzare opere che presenta in varie mostre e che mietono successi in varie città. Anche nel cuore della città di Bari, nella Sala Murat, venne allestita, nel mese di Luglio 2012, una mostra, dal titolo “Faccia di Puglia”, una Mostra antologica dell’artista Luigi Giacopino. In questa mostra, tante sue opere: “Un racconto delle genti e dei caldi paesaggi dell’amata Puglia” Diceva Paul Klee: “Il disegno è l’arte di condurre una linea a fare una passeggiata ” Luigi Giacopino ha condotto, in tutta la sua vita, con arte, amore e passione tutte le linee a passeggiare nella nostra terra, queste avevano un unico punto di partenza:
“Il suo cuore ed il suo amore per l’arte”.
Grazie Luigi!!

Carmelo Colelli

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  • Publicato: 5 anni fa il settembre 13, 2016 3:11 pm
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  • Ultima modifica: settembre 13, 2016 @ 5:03 pm
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