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  Sava  “Corteo Storico dello Schiavo” a Sava – XI Edizione.
Sava

“Corteo Storico dello Schiavo” a Sava – XI Edizione.

RedazioneRedazione—22/07/20150
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Giovedì 23 Giugno 2015 dalle ore 18.30 in poi, ha avuto luogo l’evento culturale denominato “ Il Corteo Storico dello Schiavo ” presso il comune di Sava, giunto ormai alla sua ben consolidata XI edizione. Il singolare evento è stato fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale di Sava targata Dario Iaia, con l’operosa collaborazione dell’ Associazione Turistica Pro Loco di Sava guidata dal presidente Giovanni De Matteo e dell’ “Accademia della Moda Maria Antonietta” diretta dalla prof.ssa Maria Antonietta Calò. Da quest’anno, l’invito a collaborare è giunto anche all’Associazione di Promozione Sociale e Culturale “Terra Nostra” di Fragagnano guidata dal presidente Orazio Surgo. Col singolare evento, la Pro Loco di Sava da ben undici anni, cerca di manifestare la propria devozione nei confronti della “Madonna di Pasano” con la “Rievocazione Storica dello Schiavo” riproponendo alla comunità locale e non, una scena molto particolare, la processione che accompagnò uno schiavo turco per ricevere il Battesimo cristiano, che per grazia ricevuta direttamente dalla “ Madonna di Pasano ” ebbe la liberazione dal suo “ Status Servitutis ” – stato di servitù. Tale fonte bibliografica, è rintracciabile nel “Primo Registro dei Battezzati” redatto già in tempi antecedenti al 1605. Secondo una tradizione storica – bibliografica nel 1605, il Barone di Lizzano Marcantonio De Raho, accasatosi in quel periodo presso il Casale di Sava, Capitano dei Cavaieri del dipartimento di Terra d’Otranto, avendo partecipato ad una battaglia contro i Turchi che avevano tentato di assediare il vicino Principato di Taranto, fece prigioniero un corpulento militare turco rendendolo schiavo, costretto dal Barone in persona a portare grossi possedimenti di sua proprietà dal Casale di Sava alla Contrada Pasano e viceversa. Tale pratica era già prevista dal decreto della Regia Camera Sommaria di Napoli del 1575. Secondo determinate usanze, gli schiavi che non volevano accettare lo stato di sottomissione al proprio padrone, non riconoscendo lo “Status Servitutis”, erano costretti a camminare e a lavorare legati ad un cippo di ferro vincolato ad una catena stretta alla caviglia di un piede. Stando alla tradizione orale e bibliografica del tempo, il primo sabato di marzo del 1605, alcune donne, ritornando dal consueto pellegrinaggio dall’antico “Santuario della Madonna di Pasano”, mosse d’animo nei confronti del povero schiavo, gli suggerirono di porgere alla Vergine di Pasano, delle orazioni per ricevere delle grazie. Lo schiavo, che era di credo pagano, dopo svariate cadute sul pesante cippo, rivoltosi in direzione dell’Antica “Chiesa della Vergine col Bambino” che sorgeva nei pressi dell’attuale “Santuario di Pasano” accettò i suggerimenti delle pie donne promettendo di chiedere il battesimo cristiano ed intonò delle preghiere rivolte alla Santa Vergine che accolse la sua umile supplica. In quel preciso istante, per intercessione della Madonna di Pasano, cadde un masso, un “Omphalos” chiamato così dai Greci perché pietra sacra caduta dal cielo, secondo alcuni da un muretto a secco posto a delimitare il limes della contrada, secondo altri direttamente dal cielo che schiantandosi proprio sulla traiettoria del cippo, ne spezzò le catene lasciandolo illeso. Questi, rimasto fedelissimo alla promessa fatta, chiese alle autorità ecclesiali dell’epoca di ottenere il Battesimo per diventare Cristiano.
Dopo aver praticato il periodo di osservanza, il 12 giugno del 1605 presso l’antichissima Chiesa denominata “ Mater Domini” che all’epoca fu la prima Chiesa Parrocchiale del Casale di Sava, ricevette il Battesimo. Tale avvenimento è testimoniato, dunque, nel Primo Registro dei Battezzati dell’Archivio Storico Parrocchiale, custodito presso la Chiesa “Mater Domini”. Dalle attestazioni, si evince che prima della solenne funzione religiosa, si attuò una processione per le vie del centro storico del Casale di Sava, in cui vi presero parte le autorità del Casale, con a capo alcuni esponenti della nobile famiglia “Prato”, all’epoca feudatari del “Casale di Sava”, della “Contrada Pasano” e della “Contrada Agliano”. Tra questi, si annovera la presenza del nobile Barone Ottavio Prato che fu il padrino del Battezzato, dei sacerdoti della parrocchia fra i quali Don Donato del Martire che ministrò il Sacramento, inoltre furono presenti anche i confratelli della Congregazione del Santissimo Sacramento, l’unica esistente in quel periodo, tutto il corteo fu incorniciato dal popolo che assieme al battezzando, intonò canti ed orazioni in onore della Madonna di Pasano. Lo schiavo turco, avendo ricevuto la grazia richiesta, avendo abbandonato lo “ status servitutis” ed essendosi convertito al Cristianesimo, col Santissimo Sacramento del Battesimo prese il nome di Francesco. Il singolare evento prodigioso, inoltre, è testimoniato in calce in una trascrizione degli avvenimenti storici del Processo Canonico svoltosi presso la Curia di Oria l’8 marzo 1718 realizzata dal vescovo di Oria Monsignor Kalefati, custodita oggigiorno presso l’Archivio della Curia Vescovile di Oria. A distanza di circa un secolo dall’ evento prodigioso accaduto, nella stessa ubicazione, che secondo la tradizione avvenne il “Miracolo dello Schiavo”, intorno al 1715 un nobile feudatario del Casale di Oria, un certo Giosuè Antonio Mùccioli  accasatosi in quel periodo presso il Casale di Sava, anch’esso devoto alla Sacra Icona della Vergine di Pasano, effige sacra di matrice bizantina rappresentante la Vergine col Bambino, lastra dipinta su un banco tufaceo e impreziosita da preziosi diademi, ritrovata e custodita in seguito al movimento iconoclasta (distruzione forzata e/o occultamento delle icone sacre cristiane) emanato dall’imperatore bizantino Leone Isaurico nella prima metà dell’ VIII secolo d.C., mosso da infinita carità volle edificare la “Cappella dello Schiavo” a ricordo del sopracitato miracolo. Nella cappella, presente ancora oggi nell’agglomerato urbano del Comune di Sava, all’epoca venne custodita una teca con all’interno il “miracoloso macigno – Omphalos” mentre la “catena” legante la caviglia, venne custodita nell’allora “Chiesa di Pasano” verosimilmente di matrice quattrocentesca, che andò a sostituire un antico tempio ipogeico di divinità ctonie pagane, chiesa che intorno al 1712 a sua volta, venne sostituita. Oggigiorno entrambi i reperti miracolosi, sono custoditi presso l’attuale “Santuario della Madonna di Pasano”. Codesto santuario, venne edificato intorno al 1712 da una piccola comunità in segno di ripopolamento dell’intero casale. Il santuario, che nel corso degli anni ha subìto innumerevoli opere di restauro in seguito al grande terremoto di Nardò del 1743, attualmente sorge sulle fondamenta di un antichissimo tempio ipogeico di matrice pagana, edificato a sua volta in onore di alcune divinità femminili ctonie ( divinità sotterranee) legate al culto della Madre Terra. In seguito alla diffusione del nuovo credo, venne adibita al culto cristiano con segni indelebili della cristianità locale. Infatti al suo interno in corrispondenza dell’altare maggiore, presenta un “gran dossale” in pietra leccese scolpito intorno al grande lastrone tufaceo dipinto ed impreziosito da sculture e decorazioni, che fanno da cornice al dipinto bizantino della “Madonna Odegetria” (Madonna che indica la via da intraprendere) legata alla credenza popolare locale secondo cui la Madonna indicasse ai viandanti pellegrini la giusta via da percorrere, venne ribattezzata successivamente “Madonna di Pasano”. Rientrando nel vivo del corteo, il centro storico del Comune di Sava, ha visto il susseguirsi della rievocazione storica della processione che accompagnò lo Schiavo Turco in chiesa per ricevere il Sacramento del Battesimo Cristiano.
Al corteo, dunque, erano presenti figuranti che rappresentavano il “ Corteo Storico dello Schiavo” formato dalle famiglie nobiliari secentesche dell’epoca, il clero, i popolani e lo schiavo che per tutto il tragitto delle vie interessate del centro storico, ha trainato letteralmente la fedelissima riproduzione del “ Miracoloso Macigno – Omphalos” su un carretto ligneo, a simboleggiare tutte le fatiche che il povero schiavo Francesco fu costretto a subire. Gli abiti di scena sono stati realizzati dalle mani esperte dell’Accademia della Moda “ Maria Antonietta” del Comune di Sava, curata e diretta dalla prof.ssa Maria Antonietta Calò. Erano presenti, inoltre, i figuranti del “Corteo Storico del Transito di Sant’Antonio di Padova” coadiuvati dai figuranti del “ Corteo Storico del Torneo dei Rioni Possessio Fregani” composti dalle famiglie nobiliari a cavallo fra il 1200 ed il 1300, frati francescani, clarisse, cavalieri templari, arcieri, popolani, madonne primavera e ciascun caporione. Tutti gli abiti utilizzati dai figuranti del Corteo del Transito di Sant’Antonio e del corteo del Torneo dei Rioni, sono stati creati dalle mani operose dell’Associazione di Promozione Culturale e Sociale “Terra Nostra” del Comune di Fragagnano, guidata dal presidente Orazio Surgo. Momento più suggestivo dell’intero evento è stato rappresentato dall’inginocchiamento dello schiavo turco davanti all’altare della “Cappella dello Schiavo”, che in profonda orazione ha accolto il Sacramento battezzandosi col nome di Francesco. Ad accompagnare melodicamente i tre cortei storici durante la parata nelle vie del Comune, sono stati i rintocchi festosi delle trombe e dei tamburi del “Gruppo Sbandieratori e Musici S.Domenico” di Oria che con i loro spettacoli aerei, hanno saputo tenere col fiato sospeso tutti i presenti. Ad accompagnare il tutto, è stato anche il “Gruppo dei Tamburini del Barone di Freganius” del Comune di Fragagnano, che con il fragoroso ma melodico suono dei tamburi, ha allietato lo scandire dei vari momenti della parata nel cuore del centro storico del Comune di Sava, accompagnando degnamente i propri cortei storici. Da un’intervista realizzata al presidente dell’Associazione Turistica Pro Loco di Sava, Giovanni De Matteo si è espresso dicendo che l’evento organizzato in questa VI edizione, ha raccolto frutti maturi ben meritati grazie alla plurima collaborazione tra varie associazioni anche di provenienza differente, la chiave di tale successo, inoltre, è stata la fusione sinergica di diversi progetti culturali dimostrata dai copiosi spettatori.
Eccezionale successo, dunque, quello meritato dal “Corteo Storico dello Schiavo” organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco Sava, Giovedì 23 Giugno 2015 presso il Comune di Sava.
Vincenzo Ludovico
© Giornale Armonia Registrato al Tribunale di Taranto n. 638 del 23/11/2004

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Redazione

Armonia è un etimo stupendo! Il creatore delle parole non poteva inventare altro termine per esprimere il concerto di bellezza che insiste in esso. Armonia in un insieme di note, di strumenti, armonia di una comunità di persone… E’ davvero difficile che nella società in cui viviamo, di questi tempi, regni armonia, poiché sembra che il bisogno ancestrale più intimo e infimo di ogni persona sia quello di ferie e imbrogliare il proprio simile, invece di privilegiare il rapporto ed il dialogo,per l’ appunto, in una società che è contrapposta per idee ed interessi di casta, credi religiosi e politici. Armonia sta operando affinchè il confronto di idee nella piccola comunità di San Giorgio, possa tradursi in arricchimento culturale dei lettori e di chiunque vorrà avvicinarvisi. Anche la presenza di una modestissima ma appassionata (perchè è soltanto passione che muove la redazione) realtà editoriale contribuisce a formare “bene comune”. E il bene comune sarà l’unica lucida follia che la redazione vorrà contribuire a perseguire.

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