Di Davide Ndoj
BARI – Non soltanto una Fiera, ma ancora una volta un luogo nel quale il Mezzogiorno prova a raccontare il proprio presente e, soprattutto, a costruire il proprio futuro.
Si è aperta questa mattina, sabato 19 settembre, l’89ª Campionaria Internazionale della Fiera del Levante, in programma a Bari fino al 27 settembre. Un appuntamento che attraversa quasi un secolo di storia e che continua a rappresentare uno dei principali punti d’incontro tra istituzioni, imprese, territori e cittadini.
Ho seguito personalmente dalla sala la cerimonia inaugurale e, al di là degli interventi ufficiali, ciò che è emerso con maggiore forza è stato un messaggio preciso: le grandi sfide della Puglia e del Mezzogiorno non possono essere affrontate attraverso divisioni e contrapposizioni, ma richiedono dialogo, responsabilità e capacità di costruire insieme.
Alla cerimonia sono intervenuti il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il sindaco di Bari Vito Leccese e il presidente di Nuova Fiera del Levante Gaetano Frulli.



TARANTO AL CENTRO DEL DIBATTITO
Uno dei passaggi più significativi della mattinata ha riguardato Taranto e il futuro dell’ex Ilva.
Decaro ha richiamato la necessità di non lasciare ancora una volta il territorio ionico schiacciato dal peso di decenni di crisi, ritardi e decisioni mancate, rilanciando la richiesta di una legge speciale per Taranto.
Il punto centrale è la necessità di superare definitivamente una contrapposizione che per troppo tempo ha segnato il destino della città: quella tra salute, lavoro e sviluppo.
Taranto, nel messaggio emerso dalla cerimonia, deve poter rivendicare contemporaneamente il diritto alla salute, all’occupazione e a un nuovo modello di sviluppo. Se l’acciaio continuerà a essere considerato strategico per il Paese, la sfida sarà quella di immaginare un’industria profondamente diversa e compatibile con il futuro del territorio.



UNA PUGLIA SOLA, SENZA TERRITORI DI SERIE B
Nel suo intervento Decaro ha allargato lo sguardo anche alle aree interne, ricordando il ruolo dei sindaci e delle comunità che quotidianamente affrontano isolamento, difficoltà infrastrutturali e fragilità territoriali.
Un concetto particolarmente significativo: non può esistere una Puglia delle eccellenze contrapposta a una Puglia periferica. Esiste una sola Puglia.
Ed è proprio dalle fragilità che, secondo il presidente della Regione, deve partire l’azione delle istituzioni: dai cittadini che attendono risposte dalla sanità, dai lavoratori preoccupati per il proprio futuro, dai giovani e dai territori che rischiano lo spopolamento.
IL DIALOGO COME SCELTA
Il filo conduttore della giornata è stato proprio il dialogo, parola scelta anche come elemento centrale dell’edizione 2026 della Campionaria.
Maggioranza e opposizione, Governo e Regione, amministratori appartenenti a esperienze politiche differenti sono stati richiamati alla responsabilità di collaborare sulle questioni decisive per il territorio.
Perché davanti alle grandi sfide – dal futuro industriale di Taranto alla sanità, dalle infrastrutture alle aree interne – nessuno può pensare di avere da solo tutte le risposte.
La Fiera del Levante torna così ad assumere il significato che l’ha accompagnata per gran parte della sua storia: non semplicemente una vetrina commerciale, ma un luogo di confronto nel quale Bari e la Puglia guardano al Mediterraneo e il Mezzogiorno prova a trasformare le proprie difficoltà in nuove opportunità.
Fondata alla fine degli anni Venti e inaugurata per la prima volta nel 1930, la Campionaria attraversa oggi una nuova fase della sua lunga storia.
Quasi un secolo dopo, cambiano le sfide e cambiano i protagonisti. Resta però intatta una domanda: quale futuro vogliamo costruire per il Sud?
Da Bari, oggi, una prima risposta è arrivata: nessun territorio può farcela da solo. Il futuro passa dalla capacità di unire competenze, istituzioni e comunità e di trasformare il dialogo in scelte concrete.
